Chi siamo

Chi ha pensato Helpy
il problema lo vede due volte.

Di giorno assiste pazienti a domicilio. In ambulanza raccoglie le conseguenze dell'assistenza che a casa non c'è stata. Helpy nasce da lì: non da un'analisi di mercato, ma da uno strumento che mancava.

Lo stesso problema, visto da due lati.

Per ordinare la cena esiste un'app. Per comprare qualunque cosa, per prenotare un volo, per trovare un idraulico la domenica mattina: esiste un'app. Per far entrare un infermiere in casa di tua madre, no.

Lì si torna indietro di vent'anni. Il numero di un conoscente, il gruppo di quartiere, la farmacia che forse conosce qualcuno, tre telefonate a vuoto. Ogni volta la ricerca riparte da zero — e riparte nel momento peggiore, quando qualcuno sta male e chi se ne occupa è già allo stremo. Perché il peso su una famiglia non è solo assistenziale: è dover organizzare da soli ciò che nessuno organizza.

Helpy nasce dall'esperienza diretta di un infermiere che quel vuoto lo vede da due lati: l'assistenza a domicilio e l'emergenza in ambulanza. Non sono due mestieri diversi. Sono lo stesso problema, visto da due lati.

A domicilio si impara cosa serve davvero: quali prestazioni si possono eseguire a casa in sicurezza, quanto dura ciascuna, cosa cambia per una famiglia avere qualcuno che arriva quando serve. In ambulanza si vede il resto: la medicazione che nessuno ha rifatto, la terapia saltata, la complicanza che a casa si sarebbe gestita in venti minuti e che invece finisce in pronto soccorso.

In mezzo mancava una cosa sola: un posto dove mandare il paziente. Non un numero passato per passaparola, non un elenco senza garanzie. Un canale dove l'infermiere è verificato, il prezzo è noto e l'orario è confermato.

Da qui viene anche la selezione delle prestazioni: nel catalogo c'è solo ciò che un infermiere può eseguire a domicilio in sicurezza. Non è una scelta di prodotto, è una scelta clinica — ed è il motivo per cui l'ha fatta chi quelle prestazioni le esegue.

Prima di scrivere una riga di codice siamo andati a verificarlo, intervistando decine di infermieri del Lazio e i familiari che assistono un parente a casa. Il risultato è sempre lo stesso, da entrambe le parti. Domanda e offerta esistono già: manca il canale che le connette.

Un sistema
al limite.

L'Italia affronta una crisi strutturale legata all'invecchiamento della popolazione e alla carenza di cure pubbliche a domicilio.

Over 65 entro il 2050
Over 65 con almeno una patologia cronica
Spesa delle famiglie per assistenza domiciliare privata, 2016-2023 (GIMBE)
Anziani esclusi dall'assistenza domiciliare pubblica

Meno del 5% degli over 65 riceve assistenza domiciliare pubblica strutturata (AIDOMUS-IT, 2024): le complicanze gestibili a casa finiscono in pronto soccorso.

Ogni rientro evitabile è un letto di pronto soccorso occupato, un costo per il sistema e un rischio per il paziente. I pronto soccorso sono saturi proprio di ciò che si potrebbe curare a casa.

  • Rischio di riacutizzazioni cliniche

    Senza monitoraggio, piccole complicanze degenerano in emergenze.

  • Nessun follow-up dopo la dimissione

    Il paziente rientra a casa senza una rete di assistenza continua.

  • Burnout totale del caregiver

    Le famiglie sostengono da sole un carico assistenziale insostenibile.

La nostra
missione.

Garantire a ogni famiglia accesso immediato a un infermiere verificato, e a ogni infermiere libero professionista un canale strutturato di lavoro nel proprio territorio.

La visione

Diventare lo standard italiano dell'assistenza infermieristica domiciliare, realizzando il modello dell'infermiere di famiglia e di comunità previsto dal DM 77/2022 e attuato finora solo in parte.

Parliamone
  • Un infermiere verificato, non un numero trovato per passaparola
  • Prezzo noto e orario confermato, prima ancora di prenotare
  • Continuità con lo stesso professionista, visita dopo visita
  • Per chi assiste: un carico organizzativo in meno, ogni volta

Tre cose che oggi
nessuno garantisce insieme.

Affidabilità, trasparenza e prossimità — in quest'ordine. Promettere velocità prima della densità dissiperebbe fiducia.

Tempestività

La richiesta raggiunge un professionista disponibile nella tua stessa zona, non chiunque risulti libero in città. È la logica di microzona: apriamo un'area per volta, solo dopo aver raggiunto una densità di infermieri sufficiente.

Tracciabilità

Ogni prestazione lascia una traccia documentale, una ricevuta detraibile e una valutazione bidirezionale. Nessun ricavo deriva dalla cessione di dati: mai.

Certificazione

Nessun professionista diventa prenotabile finché non sono verificate l'iscrizione all'Ordine delle professioni infermieristiche e la polizza di responsabilità civile professionale, obbligatoria ai sensi della legge 24/2017.

Chi c'è
dietro.

Due fondatori con competenze complementari e senza sovrapposizione: chi conosce il lavoro infermieristico dall'interno e chi sa realizzare la piattaforma che gli mancava.

Il lato clinico

Un infermiere laureato a Roma Tor Vergata, iscritto alla magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche, certificato in soccorso pre-ospedaliero e rianimazione. Assiste pazienti a domicilio ed esegue quotidianamente prelievi, medicazioni ed elettrocardiogrammi: le prestazioni più ricorrenti del nostro catalogo le ha scelte chi le fa.

Il lato tecnico

Un laureando magistrale in Ingegneria Informatica a Roma Tre ha ideato e sviluppato l'intera piattaforma: dalla base di dati all'app, dal matching geolocalizzato ai pagamenti, fino alla protezione dei dati sanitari. Un prodotto funzionante prima di qualsiasi raccolta di capitale.

Chi ci accompagna

Tor Valley e lo Start Lab dell'Università di Roma Tor Vergata assicurano incubazione, mentoring e validazione clinico-scientifica delle scelte di prodotto. La parte strategica e finanziaria è seguita da un advisor del Politecnico di Milano, consulente esterno della Commissione europea sullo scale-up delle startup.

A che punto
siamo.

La piattaforma è stata costruita internamente, prima di qualsiasi raccolta di capitale.

Piattaforma

Sviluppata internamente e completa end-to-end, con i profili paziente, infermiere e amministratore. Dalla prenotazione al pagamento.

Beta privata

L'app è in test con un primo gruppo di utenti, su build Android firmata. La beta serve a rifinire l'esperienza prima dell'apertura.

Sul campo

Decine di interviste a infermieri del Lazio e a familiari che assistono un parente a casa, prima di costruire il prodotto.

Tariffe

Una tariffa di riferimento per ogni prestazione, su un catalogo selezionato per essere erogabile in sicurezza a domicilio.

Dove
arriviamo.

Apriamo una microzona per volta, mai prima di avere in quell'area abbastanza infermieri per rispondere in modo affidabile. È una scelta, non un limite.

Dicembre 2026 Primi professionisti

Validazione documentale e attivazione dei primi infermieri su EUR e Torrino.

Gennaio 2027 EUR e Torrino

Avvio del pilota. Prima prestazione a pagamento, obiettivo di attivazione entro 48 ore.

2027 Tor Vergata

Seconda microzona, dove si addensano studi medici e centri anziani.

2028 Roma Sud

Estensione del presidio in continuità sul quadrante sud della città.

2029 Roma

Copertura dell'intera città.

Vuoi far parte
di questa storia?

Che tu sia un infermiere, una farmacia, uno studio medico o un investitore: scrivici, ti rispondiamo noi.